La Respirazione Consapevole è un processo fisico di integrazione delle nostre emozioni e sensazioni.
Questo significa che non si tratta di un processo mentale, razionale. Si lavora su un piano fisico, affidandoci alla saggezza del nostro corpo, imparando a conoscere ed esplorare nei dettagli le nostre sensazioni e le emozioni ad esse associate, allo scopo di integrarle.
Agendo su un piano fisico, permette di aggirare le ‘trappole’ dell’elaborazione mentale: infatti a livello razionale possiamo mentire a noi stessi, ma le sensazioni fisiche sono intrinsecamente sincere, sono niente altro che ciò che sentiamo.
Attraverso l’esplorazione delle sensazioni fisiche, acquisiamo una maggiore consapevolezza e conoscenza di noi stessi. Questo rende il processo sicuro, poiché è più facile gestire ciò che conosciamo rispetto a ciò che ci è sconosciuto.
Generalmente quando sperimentiamo sensazioni che non ci sono gradite, tendiamo a evitarle e reprimerle, sprecando in questa operazione una gran quantità della nostra energia. La Respirazione Consapevole è conveniente: ci permette di non investire più le nostre energie per sfuggire alle sensazioni ed emozioni che non vogliamo sentire; potremo invece utilizzare le energie recuperate per realizzare i nostri obiettivi e per il nostro benessere.
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Per comprendere il funzionamento della Respirazione Consapevole, pensiamo al nostro corpo come ad un sistema di energie.
Utilizzando termini propri dello yoga, parliamo di:
Prana e apana scorrono nelle nadi in costante movimento all’interno del nostro corpo e nel tentativo continuo di mantenersi in equilibrio. Questo movimento energetico è influenzato da qualsiasi cosa intorno e dentro di noi: ciò che facciamo, il cibo che assumiamo, i nostri pensieri, le persone che ci circondano, le apparecchiature elettriche, il clima, la postura, le esperienze di vita… e determina la produzione di uno schema energetico.
Le nostre emozioni, osservate nell’ottica di un sistema di energie, sono anch’esse movimenti energetici all’interno del flusso di prana e apana. Se possiamo collocare nel nostro corpo le emozioni – e quindi sentirle fisicamente – è perché in quelle aree del corpo lo schema energetico varia per via di ciò che proviamo.
È evidente che noi stessi giochiamo un ruolo fondamentale in questo flusso di energie: lo schema energetico si modifica a seconda di come percepiamo le esperienze che viviamo. Se le giudichiamo ‘negative’, percepiremo in modo spiacevole lo schema energetico corrispondente e, in genere, tenderemo a evitare e reprimere le sensazioni
Repressione ed evitamento, come detto prima, comportano uno spreco di energie: infatti non eliminano la sensazione, la nascondono solamente. In questo modo si produce una riduzione del flusso di energie nel nostro corpo e una diminuzione della consapevolezza.
Il giudizio negativo, oltre che spingerci verso la repressione, ci impedisce la possibilità di cogliere gli aspetti positivi presenti in ogni esperienza.
L’accumularsi di giudizi negativi determina un senso di disagio crescente e la diminuzione delle cose accettabili e godibili della vita.
Diversamente, abbracciare la vita ed aprirci alle esperienze che si presentano cambiando punto di vista su ciò che proviamo e trasformando il giudizio da negativo a positivo, ci offrirà una vastissima gamma di possibilità:
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